Atlanti
ISBN 978 88 97 359 623
pp. 104
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Stefano Ferrio

Atlanti

Ferrio insegue una sonorità espressiva sostenuta da assonanze e rime, anafore e altre invenzioni, cerca persino le cadenze del blues. “C’è sempre tempo per la poesia” afferma perentorio il testo, ma subito aggiunge “eppure non si trova mai un minuto/ per catturare la musica”, cosicché il gioco ricomincia eguale e diverso, senza interruzioni: fluviale e suadente, limpido e umbratile, in un’oscillazione senza sosta. (Dalla postfazione di Cesare De Michelis)

Fu una grazia quell'aurora.
Dopo un cammino così lungo
ci sentimmo tutti a casa.

Novembre 1956. Carri armati a Budapest, australi Olimpiadi a Melbourne, Apartheid appena scesa dagli autobus americani, fiocco azzurro a Vicenza, clinica Eretenia. In una città da “Prete bello”, qua e là martoriata dai segni della seconda guerra mondiale, festeggiano madre fotomodella e padre giornalista, lei Beautiful e lui Damned come raccomanda Francis Scott Fitzgerald. Nel mucchio selvaggio spiccano nonna filo-bolscevica e nonno nostalgico del duce. Segue canovaccio di una vita di provincia: poesia rubata ovunque, eterea adolescenza, mostri & spettri nella torre antica, amicizie, oratori, straripanti amori, ufo, rivoluzioni studentesche, libri al macero dell'Anima, rock and roll, cinema parrocchiali, Squonk, il Biancorosso del Vicenza Calcio, stupefacente famiglia piena di mondi, a suo tempo perfetta per fughe a Parigi Louvre+Eurodisney, professione reporter, docenze universitarie su cinema e tv, romanzi come Il profumo del diavolo (Marsilio, 2004), Impressioni di settembre (Aereostella, 2010) e La partita (Feltrinelli, 2011), il microfono di voce narrante della Paltan Blues Band, le direzioni di Detergo e Vicentini nel Mondo, e finalmente la scala della stazione di Milano, le storie scritte per Repubblica, Il Venerdì, Il Giornale di Vicenza.

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Pagine: 104
ISBN: 978 88 97 359 623
Autore: Stefano Ferrio